Circola in città, a Galeata, un volantino elettorale del Pd che riassume (in 4 pagine!) slogan, dicerie e credenze della sinistra che sostiene il modello emiliano. Emiliano, sì, perché della Romagna e dei guai che vive la provincia di Forlì-Cesena, per non parlare delle stesse emergenze sociali di Galeata, non si fa menzione. Un volantino pieno di castronerie e generiche ovvietà che vorrebbe disarticolare le critiche del PdL e dei suoi candidati alle elezioni regionali e che invece svela finalmente l’essenza stessa della sinistra ex comunista della Vallata del Bidente. Un volantino comunque da respingere al mittente e da bocciare in toto gli ‘asini’ in nozioni di economia e società che lo hanno elaborato. Nel volantino in questione, oltre ad alcune ironie se non offese personali che tralascio, si richiama un’indagine del Censis che spinge l’Emilia-Romagna al primo posto nazionale per qualità dei servizi sanitari…. Bugia! La classifica in questione riguarda la qualità percepita (cioè immaginata, presunta, e non quella veritiera) dai cittadini e dagli utenti: mentre nella stessa indagine del Censis si spiega che nella classifica della qualità reale dei servizi sanitari e del consuntivo delle condizioni di salute della popolazione nelle varie regioni italiane al primo posto c’è il Trentino, seguito dal Veneto, dal Friuli, dalla Lombardia e al 5° posto (al 5° e non al 1°!) c’è l’Emilia-Romagna. Sempre nel volantino del Pd si azzarda un giudizio positivo sul servizio degli asili nido comunali portando paragoni con le regioni del Sud: ma si omette invece quella che è la gravità del sistema dei servizi all’infanzia che ormai non regge più. Le liste d’attesa negli asili nido comunali, considerando unicamente i capoluoghi di provincia emiliani, dopo Rimini con il 54% di domande respinte, spiccano proprio Cesena (42%) e Forlì (39%). Manca del tutto da parte della sinistra la giusta attenzione alle esigenze delle giovani coppie, e i candidati del Pd, soltanto in campagna elettorale, parlano a sproposito di tutela della famiglia e di asili nido ma senza prendere impegni concreti e misurabili in questo settore! Facilmente smantellabili sono anche le altre argomentazioni contenute nel volantino del Pd di Galeata. Si parla genericamente di Europa e di Emilia da mettere in totale antitesi alle condizioni economiche e di vita del Sud Italia, marcando da un lato un’evidente sindrome di Stoccolma (per loro, gli ex e post comunisti, esiste solo l’Emilia, la Romagna non è nemmeno un’ espressione geografica) e anticipando un razzismo di ritorno contro il Meridione d’Italia e i nostri connazionali che fa impallidire, visto il massimo riguardo che la sinistra manifesta proprio a Galeata (città con la percentuale più alta d’Italia di stranieri residenti: il 18%) agli immigrati di cultura e religione islamica, ai quali regalano case popolari e un occhio benevolo quando delinquono! Una vergognosa posizione politica la loro! Replico anche alle “sconclusionate” indicazioni dei fattori economici elencati nel volantino del Pd: non si citano le statistiche che confermano invece una crisi profonda dell’economia di Forlì-Cesena come invece emerge dal quadro Congiunturale TrendER della Cna sulla micro e piccola impresa della provincia di Forlì]Cesena che riporta fatturato in diminuzione tendenziale quasi del 20%, una diminuzione degli investimenti del 23,6%, un calo dei costi per retribuzioni dell’8,4% e dei consumi del 21,9%. Per non parlare della crisi del settore agricolo certificata dalla camera di Commercio di Forlì]Cesena che ci ricorda come soltanto nel comparto delle coltivazioni frutticole la contrazione sia stata di oltre il 16%: fatti e non parole o slogan sovietici del tipo ‘tutto va bene compagni’. Fatti negativi purtroppo che non possono essere affrontati e rimediati certo da una classe politica egemone e che ha dimostrato il suo peggiore fallimento come quella ex e post comunista. Suona strano e ridicolo che soltanto oggi gli epigoni del Pci sovietico citino (a sproposito), come hanno fatto nel volantino del Pd di Galeata, le indagini statistiche della Cgia di Mestre, ovvero l’associazione degli artigiani e delle piccole imprese più rappresentative del Nord Est. Per anni, al tempo dell’Unione sovietica, il Pci bollava le esternazioni dei “piccoli padroni” come “farina del diavolo”, ma oggi è tutta un’altra musica: sarà perché Giuseppe Bortolussi, direttore proprio della Cgia di Mestre, ha risposto sì al Pd all’invito a candidarsi alla presidenza della Regione Veneto contro il leghista Luca Zaia? E allora ‘contrordine compagni: w la Cgia di Mestre.. ma che non si parli di Romagna, per carità. |