Saluto con soddisfazione la notizia "rimbalzata" nel parlamentino emiliano-romagnolo sulla firma di un protocollo d´intesa per il resturo dell'antica pieve di San Donato a Polenta, tra la direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici dell'Emilia-Romagna, la fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, la diocesi di Forlì-Bertinoro e l'amministrazione comunale di Bertinoro. A dire la verità ne ero già a conoscenza perchè mi sono sempre aggiornato sulla vicenda anche attraverso interlocutori locali e amici che seguono la situazione di Polenta da tempo, anche la mia partecipazione alla recente festa dell'ospitalità di Bertinoro è stata occasione per un aggiornamento.
Da anni mi sono impegnato a sostenere il recupero di questo importante edifico risalente al IX-X secolo che ricade nel territorio di Bertinoro, l'assessore regionale alla cultura Alberto Ronchi ha risposto in aula alla mia ultima interpellanza che sollecitava l'attenzione della Giunta regionale sulla necessità di intervenire per restaurare l'antica Pieve e mi ha anche ringraziato per la preziosa segnalazione, confermando che il monitoraggio sulle emergenze architettoniche oltre che ambientali è molto importante anche da parte del Consiglio. Ma adesso bisogna passare ai fatti. La Regione ha riferito che per il primo lotto di lavori comprendente il consolidamento strutturale e la messa in sicurezza della pieve, oltre al ripristino della pavimentazione esterna per una spesa preventivata di 823 mila euro, è previsto l'inizio dei lavori entro il mese di novembre. La Regione - ha precisato Ronchi - non è stata contattata per contributi e peraltro su beni di proprietà privata non può intervenire con la legge ordinaria di riferimento per il restauro di edifici d´interesse storico-artistico.
Ma sarà necessario trovare altre risorse. In proposito ho quindi invitato la Regione a prendere in considerazione l'eventualità di contribuire al completamento degli interventi sull'importante edificio attraverso un apposito finanziamento inserito nel capitolo di bilancio della 'spesa corrente', visto che in spesa 'conto capitale' l'ente non può intervenire a favore dei privati.
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