Da anni abbiamo chiesto di salvare l’ex macello di Meldola, da un biennio abbiamo condiviso la proposta di indire un referendum consultivo affinché i cittadini potessoro esprimersi sul fatto, da tempo abbiamo lamentato l’assenza di un regolamento che si adeguasse allo Statuto del Comune che prevede questo strumento di consultazione popolare. Ma sappiamo come è andata a finire: con un colpo di mano la giunta comunale ha deciso di procedere in tempi brevissimi senza attendere lo svolgimento delle elezioni amministrative e senza neppure verificare l’ipotesi di far tenere il referendum dopo il periodo di franchigia (né 6 mesi prima, né 6 mesi dopo il voto). Un colpo di mano che la dice lunga sullo spirito democratico dell’amministrazione di centrosinistra.
In tutte le sedi e con varie interrogazioni ho chiesto di tutelare questo bene architettonico e tutelarlo quale interesse tipologico nell’ambito degli strumenti urbanistici esistenti. Oltretutto non mancano le proposte di recupero con finalità sociali: realizzare un centro sanitario all’interno dell’ex macello.
E’ un’ostinazione che proprio non comprendo… Per ottenere un pugno di posti auto il sindaco si oppone a dialogare con i cittadini, ritengo invece che si sarebbe dimostrato ben accorto nel sospendere l’iniziativa e a riparlarne, almeno, dopo le elezioni amministrative di giugno. Lui stesso non poteva accampare scuse: visto che si ricandida alla carica di sindaco di Meldola!
|