REGIONE EMILIA-ROMAGNAAntonio Nervegna Consigliere Assemblea Legislativa Regione Emilia-Romagna
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ATTIVITA' POLITICA SUL TERRITORIO / CESENATICO

CONVEGNO SULLA SCUOLA A CESENATICO.

 

A volte la verità fa male e per compiacere la platea è più semplice sciorinare facili slogan o difendere lo status quo. E questo è accaduto nel corso del dibattito dedicato alla scuola che s'è svolto nel Teatro comunale di Cesenatico promosso dal liceo scientifico Enzo Ferrari sulla scuola. L'assessore Gualdi del Comune di Cesena s'è limitato a riproporre le parole d'ordine di Cgil e sinistra estrema (no al maestro unico, sì al modulo, no alla razionalizzazione). Io stesso invece ho ritenuto più opportuno attenermi alla realtà dei fatti e ho ricordato che anche il presidente della Repubblica Napolitano, che non è un esponente politico di destra (!) ha più volte dichiarato che le condizioni del nostro sistema d'istruzione richiedono scelte coraggiose di rinnovamento ed anche contenimento della spesa! Ho mutuato le linee guida del capo dello Stato: “riforme e riduzione dei costi” per adeguare ai tempi il nostro scassato sistema d'istruzione. Ed ho ricordato che questo intervento sarà graduale e concertato: come nel caso della riforma della scuola media superiore rinviata al 2010.
Ho affrontato l'argomento in maniera quasi chirurgica senza cedere ai facili richiami demagogici. Ho sottolineato l'ultimo rapporto Censis che ci ricorda come i livelli di competenza degli studenti italiani, dopo il biennio delle scuole superiori, siano "inadeguati" se confrontati a quelli degli altri Paesi Ocse, che gli stessi docenti italiani si dichiarano "impreparati" nell'affrontare il rapporto con allievi di nazionalità diversa, rendendo molto complesso l'inserimento degli allievi immigrati anche nelle aule scolastiche, e che lo stato di crisi in cui versa il sistema universitario italiano è da "malato cronico": ci sono 37 corsi laurea con 1 solo studente, 327 facoltà che non superano i 15 iscritti, in Italia si contano 5500 corsi laurea mentre in Europa sono la metà e lo stesso discorso vale per i corsi laurea in eccesso! Da politico ho fornito il quadro di fondo ed ho ricordato che il Governo in carica, con molto coraggio, ha deciso di porre mano a questa gravissima situazione. Sarebbe stato facile dire: “non tocchiamo nulla” o “gli studenti e i docenti hanno sempre ragione”... ma non è così che si fa il bene del Paese. La riforma della scuola è un tema delicato fin dal '96 ancora non è stato risolto, ma adesso il ministro Gelmini può farcela perché può contare su una maggioranza politica stabile e numericamente solida. Ogni altra valutazione, avulsa dai fatti incontrovertibili, aveva ed ha il sapore della retorica o dell'ideologia, per non dire dell'ignoranza nell'affrontare i problemi... ovvero: da sempre i grandi mali della società italiana!

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