Sulle aree demaniali marittime è necessario un disciplinare esplicativo europeo perché individui le differenze fra le concessioni, gli europarlamentari del Pdl hanno a cuore il problema e sono attivati per definire un percorso chiarificatore. Ieri ho partecipato ad un incontro con la Cooperativa esercenti stabilimenti balneari di Cesenatico. Seguo la questione da tempo e ho portato le osservazioni degli operatori balneari della cittadina costiera all'attenzione di Antonio Cancian, deputato al Parlamento europeo per il Pdl e membro della commissione per il Trasporto e il Turismo. Sulle concessioni demaniali marittime pende la “Direttiva servizi” - più conosciuta come direttiva Bolkestein (2006/123/CE del 12 dicembre 2006) – la quale fissa in sei anni la durata delle concessioni delle aree demaniali, che poi andranno messe nuovamente all'asta. E' evidente che chi investe somme ingenti per ammodernare gli stabilimenti balneari non può ritrovarsi senza nulla dopo sei anni. Occorre quindi ponderare la durata delle concessioni all'investimento effettuato. La Regione Emilia Romagna su questo tema ha prodotto una legge che prevede la durata delle concessioni marittime fino a 20 anni sapendo che non era legittimo, in presenza della Direttiva europea. Ovviamente il ricorso del Governo alla legge regionale rappresenta un atto dovuto che pone l'Italia a rischio di procedura di infrazione comunitaria. Il problema, a questo punto, non lo può risolvere ne la Regione, ne il Governo. Ma entrambi devono operare affinché a livello europeo si faccia chiarezza, considerando che le concessioni demaniali marittime, per il nostro Paese, sono concessioni particolari, che muovono investimenti importanti. Per questo auspichiamo al più presto un disciplinare esplicativo che faccia riferimento alle concessioni demaniali per le spiagge.
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