Perquisizioni in corso e sequestro degli atti di pertinenza della ex Gestor (oggi Tributi Italia), la società concessionaria per i tributi del Comune di Forlì e di altri enti locali d’Italia incaricata di prelevare i soldi dei cittadini per le tasse delle affissioni, della pubblicità ed altro finita sotto inchiesta in molte città del nostro paese per il mancato trasferimento degli introiti delle tasse ai rispettivi Comuni: a Bologna l’ammanco è di 6 milioni di euro… Ma anche a Forlì la situazione è grave, visto che l’ex Gestor avrebbe accumulato un debito arretrato di 2 milioni di euro (4 miliardi di vecchie lire) nei confronti dell’Amministrazione comunale, che per mesi non ha ascoltato le nostre preoccupate richieste di fare chiarezza e rescindere il contratto come in situazione analoghe altri Comuni (come Brindisi) avevano fatto alle prime avvisaglie di incertezza contabile. Per mesi abbiamo letteralmente pregato il sindaco Balzani di intervenite, ma a causa di un endemico lassismo, soltanto pochi giorni fa (!) la giunta ha “interrotto ogni rapporto” con la concessionaria delle affissioni. Un ritardo colpevole e inspiegabile, visto che sul piatto c’erano 2 milioni di euro, 2 milioni di euro mai riscossi che indeboliscono ulteriormente le casse dell’ente pubblico, danneggiando quindi tutta la comunità della nostra città. Quante volte ci sentiamo dire dalla giunta comunale che non vi sono soldi a sufficienza? I soldi ci sono, ma gli amministratori devono essere in grado di riscuoterli. Altrimenti siamo alla farsa. Ricordo come io stesso, prima in consiglio Comunale e poi in assemblea regionale ho sollevato la questione più volte nell’ultimo anno e mezzo. Avevo chiesto al Comune di assumere in proprio la riscossione dei tributi in attesa che si facesse chiarezza, si era mossa anche la Corte dei Conti dell’Emilia-Romagna che aveva condannato il concessionario della riscossione di tributi locali a Bologna ad una multa di 1,2 milioni di euro. Perché sottovalutare questi ‘campanelli d’allarme?’ Avevo chiesto di portare i libri contabili in consiglio, e chiedevo come fosse possibile che questa società (nonostante trattenesse in cassa tanti soldi) rischiasse il fallimento. Proposte e domande inascoltate – a causa del solito pregiudizio ideologico della sinistra: l’indicazione del caso proveniva dal centrodestra – che per coerenza dovrebbero adesso vedere il sindaco che non è intervenuto per tempo sborsare di tasca propria i soldi sottratti dalla Gestor alla comunità. Un paradosso… ma non troppo. |