“Il conservatorismo che tiene bloccata la città, il rischio implosione, l’intreccio fra poteri forti, affari, politica e appalti, un sindaco che non decide, perché lo fanno i dirigenti comunali e l’apparato burocratico e il Pd che lo tiene in ostaggio e deve confrontarsi con un calo elettorale continuo e costante… anche per queste ragioni, non c’è che una strada: voltare pagina, votando alle regionali l’amico Nervegna”, con queste parole Alessandro Rondoni, ex candidato a sindaco del centrodestra alle precedenti amministrative ed oggi coordinatore dell’opposizione in consiglio comunale di Forlì, ha di fatto sostenuto la mia candidatura come capolista Pdl nella circoscrizione di Forlì-Cesena alle regionali del 28 e 29 marzo 2010, nel corso di una serata elettorale al Peter Pan, al Parco Urbano. Presente un pubblico di 200 persone. Condivisa da Rondoni e da me l’accusa al candidato governatore uscente e riproposto dalla sinistra Vasco Errrani: è l’emblema della sinistra che ‘spreme’ i cittadini con tasse e tariffe, il coperchio al sistema dei poteri forti come Hera che aumenta in maniera del tutto sproporzionata il costo dei servizi, abbiamo l’acqua più cara d’Italia, dalla Regione partono le leggi di controriforma che imbrigliano le proposte del Governo Berlusconi, come sul piano casa! Dalla regione si contano gli sprechi multimiliardari a favore della cooperazione internazionale al sostegno economico degli enti inutili, dei contributi ‘agli amici degli amici’ e poi ci vengono a dire che non ci sono i soldi per il turismo e le infrastrutture della nostra Romagna, questa stessa Romagna – che esiste nei confini geografici e nei nostri cuori – che la sinistra ex comunista continua pervicacemente ed ottusamente a negare nel diritto primario dell’autodeterminazione perché capisce che si sgretolerebbe il primato del centralismo bolognese e tramonterebbe l’egemonia stessa dei potentati emiliani. Gli elettori ci chiedono più libertà (di impresa, di opportunità sociali ed economiche…) nel nostro vivere quotidiano, e la parola libertà non è soltanto la sigla del nostro partito è anche (non a caso) lo slogan della mia campagna elettorale, nel segno delle battaglie e delle proposte che in questa direzione, nel corso del mio mandato regionale, ho sempre portato, con forza e convinzione: per tornare a combattere contro un sistema che ci ‘ingessa’ prima del voto serve l’ultimo sforzo, quello della scelta in cabina elettorale. |